Sei gennaio. La befana racconta: al TG1 delle 13:30 l’inviato Rai in Medio Oriente racconta la storia di una giovane tennista israeliana vittima di una persecuzione sportiva, fischiata al torneo e in passato bloccata mentre si recava all’Open degli Emirati Arabi. Peccato non si citino, per par condicio, i palestinesi che per motivi di salute debbono lasciare la Palestina e viene loro arbitrariamente negato il visto. In ogni caso, vorrei anch’io che lo sport fosse uno strumento di pace, per cui faccio il tifo per questa ragazza!
Al TG1 della sera, lo stesso inviato, dall’aeroporto di Ben Gurion (Israele) ci spiega come siano migliorate le condizioni di sicurezza grazie ad un computer (una specie di bancomat) che raccoglie i dati biometrici (impronte digitali e foto dell’iride) dei viaggiatori. Una tecnologia, aggiunge, che, oltre a diventare obbligatoria per tutti i turisti in entrata in Israele (e, aggiungerei, nei Territori Occupati), rappresenta il futuro dei nostri aeroporti. In effetti, ricordo che il famoso scanner da qualche in giorno in voga negli scali statunitensi e non solo, era già attivo due anni fa al checkpoint di Eretz, che separa Israele dalla Striscia di Gaza. Insomma, ancora grazie Israele, per difenderci dal terrorismo!